C’ era una domanda che fino a poco tempo fa si agitava nella mia testa provocandomi continue emicranie e togliendomi il sonno. Com’ è possibile – mi chiedevo – che su un tema così importante per il futuro del territorio di Piacenza come la dismissione delle aree militari e il loro utilizzo non sia possibile avere alcuna informazione precisa ma tutto rimanga nell’ oscurità e nella vaghezza?
Poi, sulle pagine di Libertà, qualcuno ha avuto la bontà di spiegarlo, e ho capito che la politica dell’ amministrazione comunale è proprio questa. Se i cittadini non sono informati è molto più facile fare le cose come si vuole, e favorire gli amici quando conta. Non è un caso se una nota cooperativa edile sembra essere l’ unica ad avere le idee chiare, tanto da sbandierare sul suo sito progetti come la costruzione di un nuovo stadio, parcheggi ed edifici residenziali, progetti tanto ambiziosi quanto inutili. La nostra città avrebbe solo bisogno di respirare un po’, di riscoprire il verde sepolto sotto gli strati di cemento e di avidità di pochi a danno della collettività. Piacenza deve essere risarcita per gli orrori del polo logistico, una città nella città, un’ area da un milione di metri quadri, che dovrebbe rafforzare la vocazione logistica del nostro territorio. Ma anche l’ inquinamento e le morti per tumore che ne conseguono sono una vocazione, o piuttosto un’ imposizione?
Mi auguro che il sindaco non consideri la propria riconferma come un mandato a fare quello che gli pare per i prossimi cinque anni, e che finalmente si apra al dialogo con la cittadinanza su temi così importanti; quanto a noi, dobbiamo rimanere vigili. Invito tutti i cittadini a dire la loro, e auspico la creazione di un comitato ad hoc per discutere le soluzioni migliori per la collettività.