Are(a)zione a Genova

La manifestazione di ieri a Genova è stata un successo sotto tutti i punti di vista. Oltre 100 mila persone sono tornate, sei anni dopo il G8, per protestare contro le assurde richieste dei PM, per riaccendere una luce, quella della gente, non quella delle istituzioni, che si è spenta da tempo, ed anche per chiedere la commissione d’inchiesta che il governo PADE* ha negato; sfidando il boicottaggio di Trenitalia (pochissimi treni speciali, ritardi oltre l’ora) ed il freddo pungente.
Gran parte del corteo concordava sul fatto che la commissione non deve essere un punto d’arrivo, poiché occorre tener presente che in Italia le commissioni raramente hanno portato alla luce i veri responsabili (si pensi alle commissioni antimafia, a quella Moro, a quella sulla P2) e spesso sono servite come copertura istituzionale ed organo di legittimazione democratica, più tendente a restituire un’immagine vincente della democrazia rappresentativa (insomma, se indaga anche su se stessa è facile pensare che sia davvero un sistema funzionante) che non a chiarire, scoprire, svelare.

Fulcro della manifestazione sono le assurde richieste del PM nei conronti di 38 compagni, 25 genovesi e 13 cosentini, accusati di “devastazione e saccheggio”, reato a cui i magistrati di richiamano assai raramente, perlomeno in età repubblicana. Oltre all’assurda richiesta in ambito penale, l’avvocatura dello stato chiede anche, complessivamente, 2 milioni di euro di risarcimento per “danni d’immagine”, secondo la logica che furono 25 persone e non le cariche ingiustificate, le torture, l’irruzione alla Diaz, a minare l’immagine del paese.


Una discreta delegazione del Collettivo ha partecipato al lungo corteo, attraversando diversi spezzoni, dagli S.H.A.R.P. ai collettivi di Taranto, dalla F.A.I. al Supporto Legale; urlando slogan e divertendosi non poco. A breve pubblicheremo foto e spezzoni video della manifestazione.

Reputiamo un successo la manifestazione ed il motivo è presto spiegato: nessun incidente con le forze dell’ordine, sessantamila persone senza l’ombra di bandiere di partito (quando c’erano venivano allontanate immediatamente e relegate nell’ultimo spezzone del corteo), la dimostrazione che il movimento è sano e forte, anche se composito, e che non si accontenta di avere un governo “di sinistra” e che, anche ieri ha ribadito la volontà di andare fino in fondo.

Siamo certi che le istituzioni non ascolteranno in alcun modo la nostra voce, ma altrettanto certi che questa situazione non potrà continuare a lungo e fiduciosi che la nascita del PD ed il probabile avvento del bipolarismo “perfetto” riporteranno grosse fette di popolazione in piazza insieme a noi, a lottare non solo per i diritti ma anche per il cambiamento sostanziale di questo sistema economico e politico.


SEVERONE
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